Sviluppiamo le nostre competenze emozionali
Come posso gestire un imprevisto senza venire fagocitato dalle mie emozioni? Ansia, paura, rabbia e tutte le emozioni per così dire “bollenti” quando si presentano sembrano essere molto più forti di qualsiasi altro pensiero. Ma c’è un modo per disinnescarle. Seguitemi.
Fatto 1: Poco fa ho perso, o mi hanno rubato, il telefono. L’ho cercato ovunque, l’ho fatto squillare, poi non ha squillato più: la certezza che il mio cellulare non mi stia aspettando in un angolo della casa ma che sia in mano altrui si è fatta ormai obesa. Sono arrabbiatissima.
Fatto 2: io prendo fuoco in un nanosecondo. Le mie ire sono tremende e famose, tant’è che ormai che mi conosco ci rido parecchio su. Sono tutta un sentimento, a volte.
A fare come sempre, avrei passato la serata a prendermela con me che sono sbadata, con quello che si è preso il mio telefono, con il mio telefono che se ne è andato, con la sorte avversa e il tempo incerto. Ma io è un po’ che me lo studio, come disinnescare la miccia, e stavolta ho tentato di mettere in pratica Il Metodo ( ho una formazione di attrice, d’altra parte, e non mi sarò letta tutti quei libri sulla gestione dell’emozione per niente).
Ho scorporato il FATTO ( non ho più un telefono) dal mio SENTIMENTO VERSO IL FATTO (sono arrabbiata e dispiaciuta). Il fatto- ricordiamocelo, recitiamo il mantra tutte le mattine- non è nè bello nè brutto, è solo un fatto, una situazione, un evento. E’ il mio SENTIMENTO VERSO IL FATTO che lo carica emotivamente; ma se sono io a caricarlo, con un po’ di esercizio posso scegliere di cosa caricarlo. L’ho chiamata “esercitare le possibilità” e si tratta di decidere di vedere il fatto con punto di partenza: cosa posso fare da qui? Quali possibilità mi apre questo accadimento?
Mi sono accorta che avevo bisogno di un telefono con una telecamera migliore e che forse non mi sarei decisa a comprarne un altro se non avessi avuto una piccola “spintarella”. E’ positivo, va bene. E mi sono subito messa su internet a cercare un nuovo telefono che facesse al caso mio e alle mie nuove esigenze, mi sono messa in AZIONE. Neanche a dirlo, focalizzandomi sull’ AZIONE anche il mio sentimento è cambiato: dalla rabbia sono passata al piacere della ricerca e alla gioia di ciò che avrei potuto realizzare con una macchina migliore e più aggiornata.
Io ho parlato del mio telefono per fare un esempio semplice, ovviamente la pratica di esercitare le possibilità si declina secondo i fatti piccoli e grandi della vita. Se volessimo schematizzare, il percorso è sempre più o meno lo stesso:
Accadimento/Fatto
Riconoscere il sentimento di reazione al fatto
Scorporare l’accadimento (neutro) dal mio sentimento verso il fatto
Cosa posso fare da qui? ( Focus sull’azione)
Il mio stato d’animo cambierà- più o meno a seconda della portata emotiva- e canalizzerò la mia energia su una reazione attiva più che su uno sterile rimuginare e può darsi che troverò del buono e del bello proprio dove non me lo aspettavo!
Esercitare le possibilità di vedere quello che ancora non so, scorgere i cammini possibili, intuire il senso (o un senso) di quello che accade. Comandare io, su di me, e basta. Anche questa è rivoluzione.